La festa più importante per gli americani è il Thanksgiving, il Giorno del Ringraziamento, che si celebra il quarto giovedì di novembre. È la ricorrenza che muove più persone di ogni altra: si torna a casa dalla famiglia, ovunque essa sia. Il Natale è la festa più lunga e più commerciale, il 4 luglio la più identitaria, Halloween la più partecipata dai ragazzi. Per uno studente in anno all’estero ci sono poi due appuntamenti che nel calendario italiano non esistono e che segnano l’anno scolastico: l’homecoming in autunno e il prom in primavera.
Sono le due ricorrenze che il cinema americano ha reso riconoscibili in tutto il mondo: le scuole dello schermo e quelle reali a confronto.
Chi parte per un anno scolastico negli Stati Uniti scopre presto che il calendario delle feste è una parte sostanziale dell’esperienza, non un contorno. Sono i momenti in cui si entra davvero in famiglia e a scuola.
Qui trovi quali sono, quando cadono e che cosa comportano nella pratica.
Thanksgiving: la festa che conta di più
Il Giorno del Ringraziamento nasce dalla tradizione dei ringraziamenti per il raccolto, e viene fatto risalire alla celebrazione dei coloni di Plymouth nel 1621, condivisa con i nativi americani della zona.
Non fu però una festa ufficiale per oltre due secoli: divenne festa nazionale nel 1863, per proclamazione del presidente Abraham Lincoln, e la data del quarto giovedì di novembre fu fissata per legge nel 1941.
Perché è la più importante. Non per il valore religioso, ma per quello familiare. È il momento in cui gli americani si spostano in massa per raggiungere i parenti: aeroporti pieni, autostrade intasate, viaggi di ore o di giorni per riunirsi. Un exchange student si trova spesso a percorrere centinaia di chilometri con la famiglia ospitante per una reunion che può contare venti, trenta, quaranta persone.
A tavola. Il tacchino è il piatto centrale, accompagnato dalla salsa gravy ricavata dal fondo di cottura, dalla salsa di mirtilli, dal purè di patate, dalle patate dolci e dalle verdure di stagione. Si chiude con la pumpkin pie, la torta di zucca con zenzero, noce moscata e cannella.
Cosa comporta per uno studente. È il primo momento in cui si passa da ospite a componente della famiglia. Anche perché arriva dopo due o tre mesi dall’arrivo, quando l’inizio è ormai alle spalle ma la nostalgia può farsi sentire.

Natale: la festa più lunga
La stagione natalizia americana comincia il giorno dopo il Thanksgiving e non si ferma più: luci, addobbi, competizione informale tra vicini per la casa più decorata.
A New York, davanti al Rockefeller Center, l’accensione dell’albero è un rito collettivo, accompagnato dalla pista di pattinaggio e dai mercatini.
Per un exchange student il Natale ha due caratteristiche. È un periodo di vacanza scolastica, quindi tempo passato interamente in famiglia. Ed è climaticamente imprevedibile: a seconda dello stato può significare neve alta o una giornata in spiaggia.
Il maglione natalizio improbabile e la foto di gruppo non sono uno stereotipo: capitano davvero.

4 luglio: la festa più identitaria
L’Independence Day celebra l’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza, avvenuta il 4 luglio
1776. L’indipendenza fu poi riconosciuta soltanto nel 1783, al termine della Guerra d’Indipendenza.
Le tredici colonie erano New Hampshire, Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, New York, New Jersey, Pennsylvania, Delaware, Maryland, Virginia, North Carolina, South Carolina e Georgia.
La giornata segue ovunque lo stesso schema: parata cittadina, barbecue, e in serata i fuochi d’artificio. A Washington viene esposta la Dichiarazione, a Boston ne viene data lettura pubblica, a Coney Island si tiene la celebre gara di mangiatori di hot dog.
Una nota pratica: il 4 luglio cade in piena estate, quindi la maggior parte degli studenti in anno scolastico è già rientrata in Italia. Lo vede chi partecipa a un programma estivo o chi resta per un anno intero con rientro tardivo.

Homecoming e prom: i due appuntamenti della scuola
Sono le ricorrenze che nel sistema italiano non hanno equivalenti, e per un exchange student sono spesso i ricordi più forti dell’anno.
Homecoming
Si tiene verso fine ottobre e celebra l’inizio dell’anno scolastico. È preceduto dalla Spirit Week, una settimana in cui ogni giorno ha un tema e si va a scuola vestiti di conseguenza.
Il momento culminante è il ballo del sabato, che spesso coincide con la prima partita casalinga della squadra di football della scuola. Studenti, famiglie e insegnanti riempiono gli spalti.
Prom
Si tiene verso fine aprile ed è il ballo di fine anno. La preparazione comincia mesi prima: abito, acconciatura, accessori. Si va spesso in coppia e vengono eletti re e reginetta del prom.
Per capire come questi appuntamenti si inseriscono nella vita scolastica americana, la guida di riferimento è com’è davvero la high school negli Stati Uniti.

Halloween: la più antica, e non è americana
Halloween è la festa più partecipata dai ragazzi, ma le sue origini sono europee.
Il nome viene da All Hallows’ Eve, la vigilia di Ognissanti, contratta nel tempo fino alla forma attuale. La ricorrenza affonda però nella festa celtica di Samhain, che segnava il passaggio dalla stagione calda a quella fredda e si celebrava tra il 31 ottobre e il 1° novembre in Irlanda, Gran Bretagna e Francia. Secondo quella tradizione, in quella notte il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliava.
Anche la zucca arriva da lì. In Irlanda si intagliava una rapa, secondo la leggenda di Jack, un uomo che aveva ingannato il diavolo e vagava con una lanterna. Furono gli emigranti irlandesi, arrivati negli Stati Uniti e non trovando rape, a passare alle zucche.
Oggi la sera del 31 ottobre i bambini girano di casa in casa con la formula trick or treat. Per un exchange student è di solito la prima occasione per conoscere il vicinato.

Le altre ricorrenze dell’anno
Oltre a quelle principali, il calendario americano prevede il Martin Luther King Jr. Day a gennaio, il Presidents’ Day a febbraio, il Saint Patrick’s Day il 17 marzo, lo Spring Break in primavera, il Memorial Day a fine maggio, il Labor Day a inizio settembre e il Columbus Day in ottobre — quest’ultimo sostituito in diversi stati dall’Indigenous Peoples’ Day.
Nomi e date variano da stato a stato: alcune ricorrenze sono festività scolastiche, altre no.
Perché tutto questo conta prima di partire
Le feste non sono un dettaglio folkloristico. Sono i momenti in cui uno studente smette di essere ospite: si cucina insieme, ci si veste allo stesso modo, si tifa per la stessa squadra.
Chi parte sapendo cosa aspettarsi le vive meglio, e chi sa che il Thanksgiving arriva proprio quando la nostalgia si fa sentire lo affronta con un’altra testa.
Se stai valutando un anno negli Stati Uniti, il punto di partenza è il programma anno all’estero negli Stati Uniti e la scelta tra le formule, che abbiamo spiegato in Exchange J-1 o Premium F-1. Per i requisiti e i tempi di candidatura c’è la pagina requisiti e candidatura, mentre per il riconoscimento al rientro la pagina riconoscimento e diploma.
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Domande frequenti
Qual è la festa più importante per gli americani? Il Thanksgiving, il Giorno del Ringraziamento, che cade il quarto giovedì di novembre. È la ricorrenza che comporta il maggior numero di spostamenti dell’anno, perché le famiglie si riuniscono ovunque si trovino i loro componenti. Il Natale è la festa più lunga e commerciale, il 4 luglio la più identitaria.
Quando si festeggia il Thanksgiving? Il quarto giovedì di novembre. La celebrazione viene fatta risalire al raccolto dei coloni di Plymouth nel 1621, ma divenne festa nazionale solo nel 1863 con una proclamazione del presidente Lincoln, e la data attuale fu fissata per legge nel 1941.
Cosa si mangia a Thanksgiving? Il piatto centrale è il tacchino, accompagnato dalla salsa gravy ricavata dal fondo di cottura, dalla salsa di mirtilli, dal purè di patate, dalle patate dolci e dalle verdure di stagione. Il dolce tradizionale è la pumpkin pie, la torta di zucca con zenzero, noce moscata e cannella.
Che cos’è l’homecoming? È la festa che celebra l’inizio dell’anno scolastico nelle scuole superiori americane, verso fine ottobre. È preceduta dalla Spirit Week, con un tema diverso ogni giorno, e culmina in un ballo il sabato, spesso in coincidenza con la prima partita casalinga della squadra di football della scuola.
Che differenza c’è tra homecoming e prom? L’homecoming si tiene in autunno e celebra l’inizio dell’anno scolastico; il prom si tiene verso fine aprile ed è il ballo di fine anno, più formale. Entrambi prevedono un ballo e l’elezione di re e reginetta, ma il prom comporta una preparazione che inizia mesi prima.
Perché ad Halloween si intagliano le zucche? La tradizione arriva dall’Irlanda, dove si intagliava una rapa secondo la leggenda di Jack, un uomo che aveva ingannato il diavolo ed era condannato a vagare con una lanterna. Gli emigranti irlandesi negli Stati Uniti non trovarono rape e passarono alle zucche.
Halloween è una festa americana? No, le origini sono europee. Il nome deriva da All Hallows’ Eve, la vigilia di Ognissanti, e la ricorrenza affonda nella festa celtica di Samhain, che segnava il passaggio dalla stagione calda a quella fredda e veniva celebrata in Irlanda, Gran Bretagna e Francia.
Uno studente in anno all’estero partecipa al 4 luglio? Di solito no. L’Independence Day cade in piena estate, quando la maggior parte degli studenti in anno scolastico è già rientrata in Italia. Lo vede chi partecipa a un programma estivo o chi resta per un anno intero con rientro tardivo.
